domenica 20 novembre 2011

Ci risiamo....


Tutte le cose iniziano nel modo che meno ti aspetti. Il più delle volte sono loro a cercare te, qualcuno una volta mi ha insegnato questo "no news, good news", insomma, i guai vengono senza chiedere il permesso.
Essere recidivo è tipico della persona che scrive su questo blog e, anche in questo caso, con concorso di colpa, paga la sua giusta pena.
Tutto inizia in un tranquillo pomeriggio, quando lo squillo del telefono anticipa una voce amica ed un buon ricordo: "è il compleanno di "xx", vieni? Dai è un sacco che non facciamo qualcosa insieme". Il senso di colpa e la voglia di stare insieme supera qualsiasi ostacolo, anche il fatto che la location della serata sia il solito locale di questa bellissima quanto arretrata città.
Nella testa ti passano in mente ricordi strani e un brivido fa il giro della schiena partendo dal collo. Fai un bel respiro, ti informi sul come ci si deve presentare in questo posto per evitare problemi (a tutti gli altri) e apri l'armadio.
Praticamente per te diventa carnevale, è così, se vai a mangiare pesce non puoi aspettarti che servano carne, quindi, arrivare lì davanti come loro si aspettano è quasi un obbligo.
Ci salvano i "tre tavoli", in fin dei conti abbiamo già una prenotazione, non dovrebbero esserci problemi.
The Ego blog fa il bravo e si veste da prima comunione, il grande sforzo di indossare l'unica camicia che ha per non dare nell'occhio e passare incolume alla sbarra (simbolo del potere decisionale) potrebbe dare i suoi frutti.
Invece, anche questa volta, succede qualcosa di inaspettato.
Il locale è nel cuore pulsante della fighetteria romana, dove "ripulirsi" è l'anima dell'essenziale, dove non conta chi sei davvero, ma quanti bottoni ha il collo della camicia o se i tuoi capelli non hanno un taglio da moicano, oppure, cosa gradita, se la tua cinta ha due belle lettere che fanno capire che sei una persona attenta all'effimero.
E' così. Non c'è davvero niente da fare, la situazione è cronica. Funziona così.
Arriviamo davanti alla sbarra, ci attende una ragazza, probabilmente più giovane di un poppante, fissa tutti dall'alto verso il basso, il suo occhio scruta attentamente, lei è pagata per diventare una lince del buon gusto, lei è lì perchè sa riconoscere le individualità estetiche e rendere quel locale il posto migliore del mondo, o almeno il più figo.
Lei e nessun altro decide, lei, tiene le tue palle tra le dita e ci gioca come si fa con le biglie.
Bene è il momento di The Ego, si avvicina silenzioso nell'apparenza, la sua mente già strilla per poterla mandare a lavorare, a fare un lavoro serio, vero, o nel quale non le vengano pagati gli straordinari (che vuol dire lavorare al giorno d'oggi), ma finge il suo miglior sorriso.

La poppante: "Scusa puoi toglierti il cappello?"
The Ego blog ha un cappello di lana (perchè fa freddo, è normale, The Ego blog crede)
The Ego blog sgrana gli occhi, incredulo, accetta il compromesso stringendo la lingua tra i denti e il sangue sale fino alla gola e si strozza all'altezza del pomo d'adamo, bella diga.
Sollevato il cappello, l'occhio della poppante inizia con lo scan, guarda i bordi dei capelli vicino alle orecchie, poverina, lei che fa il suo lavoro con attenzione, cerca un doppio taglio, cerca una sfumatura da militare, uno stacco tra i capelli molto tagliati alla base, prossimi al cuoio capelluto e i capelli veri, quelli che lei si aspettava pieni di cera, o gel, o che cazzo ne so io.
Attende qualche istante e The Ego blog sta bollendo, nel suo stomaco c'è pasta e fagioli, che a breve le verrà servita tutta in faccia.
Il taglio (che non c'è) sembra funzionarle, la faccia pulita ( di uno che lavora tipo 15 ore al giorno trovando il modo di vendere quelle cose che lei cerca nella gente), la soddisfa, eppure c'è qualcosa che attira incredibilmente la sua attenzione e, seppur in difficoltà evidente sul suo volto, non può non farlo notare alla persona che sta analizzando.
Ecco, storce il naso, prende un bel respiro, è quasi desolata perchè sa che sta per dire una cosa spiacevole, e lo fa fissando un punto ben preciso al di sotto del labbro inferiore, esattamente al centro spaccato, c'è lui, qualcosa che davvero in quel posto non può entrare, non c'è spazio, non è decisamente in tono: un piercing.

Analisi del piercing di The Ego blog:
colore acciaio, taglio minuscolo, con estremità a forma di pallina. Diametro pallina? due millimetri se esageriamo.
Esistono persone che The Ego blog vede tutti i giorni che si sono accorte della sua presenza dopo anche otto mesi; tanto piccolo da essere coperto da un filo di barba che viene sempre lasciata crescere.

Torniamo a lei.
Lei lo vede e davvero non può accettare questa forma di maleducazione estetica.
Quel locale non è per i tipi pieni di piercing. No, assolutamente.

Lei: "....Certo....Quel piercing...." Il tono non è disguastato, lei è quasi dispiaciuta.
The Ego blog non regge, aveva messo la camicia, il maglione blu da comunione, lo aveva fatto per non dare problemi ai suoi amici, perchè a lui quei posti senza senso davvero gli fanno schifo. Il pomo d'adamo non tiene botta al nuovo getto di sangue che schizza immediatamente al cervello e la risposta erutta dalla bocca come lava impazzita
The Ego blog: " Scusa!?....Che hai detto?" Il tono non è amichevole, è innervosito, incredulo e impaziente di sentire la risposta. Prosegue rompendo il silenzio che si è creato intorno.
"..No fammi capire che stai dicendo??!!..No spiegami che vuoi, sul serio ti ascolto.."

Lei, accusa il colpo, forse ha capito che davanti ha una persona più grande, che certe stronzate non le sopporta e che forse in certi casi bisognerebbe anche saper distinguere a pelle chi finirà per vomitare in bagno o fare a pugni, da chi starà tutta la sera sul divano a chiacchierare.
"No...è che quel piercing...Sai....qui non so se...." viene interrotta da un fiume di insulti formato educato.

The Ego blog: "...Ma ti rendi conto di che cazzo stai dicendo o parli per sentito dire? Dico ma stai scherzando. No sul serio....Hai bisogno che te lo spieghi?"

Lei, un pochino impaurita, si rivolge al buttafuori:
"No...aspetta magari facciamoli entrare prima che questo ragazzo mi salga addosso..per..." viene interrotta una seconda volta.

The Ego blog: "...Ecco appunto, vediamo di non dire stronzate...Ma ti sembra un discorso normale quello che stai facendo?!"

Lei, si giustifica adesso:
"...Mi pagano per fare questa cosa, è il mio lavoro..."

The Ego Blog: "Trovarne uno vero no?"

Tutti passano e siamo dentro. Andiamo avanti. Arriva la parte bella della serata.

La gente si diverte ed è il meraviglioso solito calvario.
C'è lei, la voce della notte che spara tutte le cazzate che gli vengono in mente:

"Italia voglio sentirvi"
"Say one-say two- Say one, two, three, four"
"I want you da da da du du du do do"
"Nel cuore dell'Italia siamo noi, tutti noi"
"Non sento follia, non sento follia"
"Happy birth, happy birth...."
"Con noi, solo per noi, tutti quanti voi"
"Ma dove è la follia, dove è la follia?" (se lo chiede senza sapere che è nella sua testa)
"Costa smeralda, Ibiza, costa smeralda, Ibiza.." (e siamo solo al parcheggio di villa borghese)

Il momento migliore è la celebrazione delle bottiglie di spumante, adorabile:
"Stanno per entrare i cristalli. Gente arrivano i cristalli. Cristalli nella notte. Cristalli nella notte" si celebra il vetro e le bollicine dentro una bottiglia di Cristal (noto brand molto costoso).
Impossibile non chiedersi in un momento di lucidità a che cazzo serve fare tutto sto casino per una bottiglia di champagne; viene portata in un vassoio gigante con roba pirotecnica intorno, luci e scoppietti in stile capodanno.
La domanda che si fa in testa The Ego blog viene ascoltata da qualcuno lassù e la risposta arriva da un ragazzo con una camicia tutta rosa cangiante che osservando la scena entusiasta, occhi giganti e invidiosi dice " che figata!" e lo pensa davvero, non ha dubbi, per lui l'essenza della figaggine risplende in quelle bellissime fontane lucenti che avvolgono la bottiglia della vita; bollicine che inebriano l'esistenza.

Il resto è una torta e la solita promessa: questa è l'ultima volta.

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