lunedì 10 gennaio 2011
Guardarsi in tasca (dopo la lettura)
Forse è più dei bambini che delle bambine. Forse possiamo anche trovare un parallelo, che al momento non sovviene, eppure esiste, magari le bambole o la casa nella quale le giovanissime donne si divertono a mettere in scena la realtà, o il futuro, così, per come lo vedono, lo immaginano o meglio, per come lo sognano; così, per i maschietti sono le costruzioni.
Alcuni si fermano a quelle grandi, misura semplice, abili, dai buchini piuttosto larghi e semplici da assemblare, altri, gli ingegneri del domani, portano avanti una passione che si esprime in tanti piccolissimi pezzi da incastrare, da assemblare.
I bambini industriosi giocano a costruire qualcosa, usando pezzetti di diverse dimensioni e colori. Incastri. Trasformano cose individualmente inutili, incollandole e dando loro un senso maggiore, una vita nuova, utile.
Senza saperlo, ogni bambino si prepara e giocando impara ciò che sarà la vita.
Tanti piccoli pezzetti che, visti singolarmente, sembrano senza senso, ai quali però, con ingegno, astuzia e un pizzico di fortuna bisogna dare una sistemazione, un senso, facendo diventare il quadro molto più chiaro.
Ecco, le costruzioni sono quasi come il puntinismo. Da vicino, tante macchiette senza ordine, da lontano, una chiarezza che parla senza bisogno di essere accompagnata da parole. Tanto semplice quanto bella.
Piccoli pezzi, piccoli cerchi di colori, come le parti della vita.
Le picole cose, quelle che poi mancano, quelle nelle quali non potevamo credere di trovarci tanto significato, quelle che apparentemente non sembravano avere nulla da dirci, poi, col tempo, a ritroso, diventano le più importanti, quelle alle quali dovevamo dare importanza, quelle che finiamo per maledire, noi, superficiali, che ingannati dalla circonferenza così infinitesimale, avevamo solo voluto sfiorare, annusare e non respirare fino in fondo e poi trovarci a pensare che l'esperienza ci è stata utile per mai più sbagliare.
I bambini giocano assemblando questi pezzettini, quelli che gli vengono regalati, e in questo non potranno imparare che poi, i piccoli elementi, andranno guadagnati, con fatica, rispetto e qualche bella goccia di sudore, perchè seppur piccoli daranno le soddisfazioni più grandi.
Costruiscono i bambini. Crescono i bambini, insieme a quelle forme.
Alcune vengono dritte e resistono belle forti, in piedi.
Altre, più simili ai quadri di Dalì, nati convulsi, si sciolgono, collassano morbide su se stesse, finendo nel buio, in fondo alla memoria.
Da come i bambini usano i pezzi che hanno, si capisce come si comporteranno nella loro vita, c'è chi usa solo due colori, c'è chi li prende a caso, chi invece prima li distingue, per colore, dimensione, dentini o in modo più intuitivo, c'è chi li sceglie perchè in testa ha già qualcosa prima di iniziare a costruire; quelli che, in futuro, penseranno prima di parlare, ascolteranno, prima di rispondere, osserveranno, prima di giudicare, quelli che già piccolini, se non avevano un'idea precisa in testa non giocavano affatto o se ci provavano, finivano per annoiarsi.
Al contrario quelli che prendono e rovesciano la scatola, arraffano e attaccano, lasciando che le manine laboriose vadano, senza chiedersi cosa stanno per fare, giudicheranno alla fine del palazzo e, crescendo, faranno i conti a strada compiuta, felici di essersi lasciati andare, cosa che gli altri, i calcolatori, non saranno mai in grado di fare.
Chi prima divide i pezzi, chi pensa, accuserà, da grande, gli altri di essere poco razionali e di lasciarsi guidare dall'istinto, celando un velo d'invidia in quella maledetta incapacità, tanto disconosciuta ma tanto voluta e cercata, almeno per una volta.
Gli altri, gli scapestrati, saranno quelli che avranno le più grandi soddisfazioni, perchè niente si aspettavano, perchè non ci avevano davvero pensato; e prenderanno schiaffi in faccia tremendi, muri secchi sul naso, per lo stesso identico motivo.
Non diranno mai niente agli altri, ai pensatori, perchè vivere è una cosa, riflettere un'altra, e per la seconda, non c'è tempo.
Entrambi i bambini avranno davanti i loro pezzetti e, crescendo, i loro momenti singoli apparentemente privi di senso, persone da legare o alle quali legarsi.
Una volta finita la costruzione, arrivati in fondo alla strada, a chi dei due avanzerà un pezzo?
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