lunedì 29 novembre 2010
Buio (non è un post sul poker online).
Aspettando un pochino ci speri sempre. Onestamente la memoria non ricorda di persone che te ne abbiano mai parlato bene, eppure, in quel momento credi che la fortuna verrà a baciarti e che tu sarai uno dei pochi a raccontarlo col sorriso.
Hai accettato la cosa con scetticismo, certo della sola che prenderai, ma il tuo, ammettilo, è un blandissimo tentativo di psicologia inversa. Pensi al peggio, metti le mani avanti, quasi per esorcizzare la sfiga. Allocco che sei. Inizi ad immaginare i motivi per i quali potrebbe andarti bene, cerchi di applicare la teoria "se tanto mi da tanto...Allora forse" e quasi te ne convinci. Immediatamente te ne penti, ma ormai è tardi, allora per non cadere ti butti avanti e pensi che comunque passerai una serata diversa, in fondo, conoscere persone nuove non ha mai fatto male a nessuno.
Quando cerchi di essere estremamente positivo sei dedito al romanticismo, pensi che l'amore è una cosa inaspettata, credi che ti venga a bussare alla porta così, anche se tu, in effetti, non lo hai mai davvero cercato, nemmeno via fax. Un tempo era diverso, adesso ci sono mille modi per scoprire il volto di una persona, curioso, cedi e senza la paura di perdere la magia dell'incontro diventi un segugio alla ricerca del migliore dei tartufi. Un lungo brivido però ti corre lungo la schiena, pensi che avendo una sorpresa non gradita ti prenderebbe immediatamente malissimo e inizieresti a pensare mille modi per farti venire un bel raffreddore, meglio una febbre lampo, quella che dura solo la sera in cui saresti dovuto uscire; eppure non potresti, sapresti di tirare un bidone al tuo amico, hai promesso e certe scelte non si cambiano, i favori si ricambiano. Se invece ciò che trovi ti fa piacere fai lo sfigato lo stesso e la tua mente inizia a pensare che comunque una foto venuta bene, in fin dei conti, non è mai del tutto valida e convincente come prova. Allora smetti, decidi che la sorpresa è quel brivido che vuoi provare una volta lì. Non ci pensi più, almeno decidi che sia così, dai, alla fine niente viene per caso, a qualcosa servirà tutto questo.
Non te ne accorgi, ma stai ricadendo nella speranza, sei un gatto che si morde la coda.
Su una cosa, però, resti fermamente convinto: se va male, mai più nella tua vita. Forse, è la seconda volta che te lo dici, la prima non ti è bastata, è palese, le illusioni sono le ultime a morire. Decidi di prenderla come un gioco, ma sì dai, divertiamoci, che importa, magari ne esce una serata divertente, una bella amicizia. Immediatamente un bel "che palle" ti appare bello evidente sulla fronte e sei da capo a dodici.
Ultimo step, decidi categoricamente di fregartene. Non importa, comunque vada, domani, è un altro giorno e senti partire intorno a te la musica di "Via col vento", una brezza che porta via anche le ore che ti separano da quello che non ti aspetti.
Le ore che precedono l'evento sono spasmodiche, pensi a come travisare le emozioni che proverai e che formeranno espressioni diverse sul tuo viso. L'educazione vuole un controllo in caso di estrema delusione, l'orgoglio la stessa cosa nella situazione esattamente opposta.
Mentre andate, il tuo amico cerca di rassicurarti, ma più parla e più credi che ti voglia preparare al peggio. Non è un buon segno quel ghigno bastardo, non è un buon segno tutti i chiarimenti su quello che farete, dove andrete e come dovrai comportarti. Ti sta fregando, anzi, ti ha già fregato una settimana fa. Pollo. Sei in trappola.
Arrivando a destinazione le vedi entrambe di spalle, guardano altro, vi aspettavano.
Il tuo amico pensa alla sua fidanzata e ha smesso già di parlare.
Loro si voltano e i tuoi occhi cadono su quelli dell'altra.
Domani sarà un altro giorno. E' proprio vero.
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