domenica 5 agosto 2012
Che succede sulla terra?
Ciao sono un marziano, ho preso il possesso del tuo cervello e di tutte quelle poche capacità che tu, in veste di umano (non migliore di altri) puoi avere, e ho deciso di usarle per lanciare un messaggio a te ( o almeno a quei 32, se siamo ottimisti, che ancora leggono quelle cose senza senso che scrivi) così che magari qualcuno di loro possa ancora tenderti una mano (anche se da qui ci sembra che tu abbia bisogno di un braccio).
Ci accorgiamo che stai ingrassando. Che usi spesso guardare alla tua pancia e scuoti il capo. Questo suscita in tutti noi grande ilarità. Cosa pensavi? Che senza fare sport, o senza dedicare la minima attenzione a quello che mangi o quando lo mangi saresti stato immune da quello che voi umani chiamate aumento circostanziale della massa grassa. Inutile dirti che non sei un orso, non hai bisogno di prepararti per l'inverno. No.
Ci accorgiamo che passi tanto tempo in un palazzo nuovo, nel centro di una nuova città. Notiamo che entri quasi sempre alla stessa ora, ma che il più delle volte esci quando il sole è sparito già da un pezzo, e quando esci, visto da dove ti vediamo noi, sembri scuotere la testa. Che c'è? Ci chiediamo cosa ti facesse credere che non sarebbe stato così. Cosa c'è? Questo gioco non ti piace più?
Ci siamo accorti che leggi poco. Tre libri (il terzo da finire) in cinque mesi. Siamo lontani da quella media che se fosse disegnata su un grafico sarebbe un bel sorriso. Diamo la colpa al tempo? Possiamo darti qualche attenuante, ma non comportarti da essere umano. Conosciamo te, come tutti voi altri.
Ci accorgiamo che prima di arrivare in questa nuova città parlavi di un museo, forse del cinema. Credevamo ti interessasse. La tua presenza non è stata ancora pervenuta. Che facciamo? Prenotiamo noi per te e ti facciamo chiamare, oppure preferisci diventare una stella del cinema per avere un motivo oltremodo valido per muovere il tuo posteriore?
Ci accorgiamo che hai perso l'abitudine di guardare linkedin ogni sera prima di andare a dormire. Viva Dio. Ne siamo felici, ci annoiava questa cosa. Ti preferivamo quando tornavi togliendo due biglietti del cinema dalla tasca,
li guardavi e noi, leggendo nel tuo pensiero, vedevamo colori; certo ci chiedevamo perchè mai qualunque film per te fosse sempre o blu o rosa, ma su certe cose non abbiamo mai voluto approfondire.
Ci siamo anche accorti che quel cinema che ti interessava tanto "cinema centrale" dove vengono proiettati film in lingua originale è rimasto solo una promessa. Lui è lì, ti diamo ancora un paio di mesi, giusto perché ti conosciamo, sappiamo che per fare le cose, a te, serve sempre più tempo degli altri.
Ci accorgiamo spesso di una cosa e su quella vorremmo fermarci, ma crediamo non sia molto il caso. Era un'altra abitudine che avevi fino a un anno fa, svanita e che adesso sembra farsi di nuovo strada; ti fermi per poi scuotere la testa, hai l'espressione di chi abbandona il posto dove si trova, la discussione, il proprio cervello, il battito di cuore, e si blocca, per fare un salto chissà dove.
Era ricorrente, come ti dicevo, tanto tempo fa; tutto era diventato sorridere, tanto sorridere.
Ti ricordiamo che la celebre frase: "la malinconia è poesia" di un grande attore, deve essere usata e ricordata, ma non presa come uno stile di vita.
Ti stiamo bacchettando. Crediamo sia opportuno.
Notiamo un flusso costante del cervello.
Notiamo che l'ordine dell'universo ha avuto un certo, come possiamo dire, blocco (che prendendoci più confidenza del dovuto possiamo anche chiamare stasi o morte).
Notiamo che si verifica una situazione che potremmo chiamare circolare, sappiamo che c'erano domande che un tempo ti infastidivano, te le ricordi vero?! Giravano tutte intorno allo stesso argomento, a volte si presentavano come affermazioni o addirittura secchi rimproveri, ti veniva imputato poco sorriso.
Notiamo tra i tuoi pensieri la ricorrente presenza di una frase, tratta da un film, "quando capisci che vuoi passare tutto il resto della tua vita con una persona, non vedi l'ora che tutto il resto della tua vita inizi", ci chiediamo perché mai di quel film non sia meglio ricordare una scena molto più famosa, e la frase seguente "prendo quella che ha preso lei". Ma la nostra è una domanda della quale conosciamo la risposta. Abbiamo imparato a leggerti. Purtroppo.
Ci accorgiamo che siamo alla terza estate che, volente o nolente, sei contento di fare quello che farai, ma in testa c'è sempre altro. A questo punto possiamo introdurre il concetto che in fisica prende il nome di "costante".
Non possiamo fingere sul fatto di averti vista ben due volte, nelle ultime due settimane, recarsi a quello che voi umani (ma più specificatamente nella zona di Roma) chiamate "tabacchino" e comprare un pacchetto da dieci di camel blu.
Ci chiediamo se davvero a questo punto è in te forte la convinzione che la nicotina, oltre a generare dipendenza, possa valere anche da scaccia pensieri; siamo più che certi (senza necessità di campione sondaggio) che non è così, e per quanto la salute sia la tua (noi possiamo usare il tuo corpo come un altro) ci sentiamo nella condizione di poterti consigliare di lasciar pendere, ma, come si dice, la vita è la tua.
Notiamo però con piacere che forse l'impegno e l'entusiasmo sembrano portare da qualche parte.
Sappiamo che sei scaramantico, quindi, questa è solo una sciocca parentesi, siamo comunque felici che il tuo entusiasmo davvero sia inesauribile.
Ci chiediamo davvero con interesse se questa costanza ed entusiasmo fosse spalmata democraticamente su tutto ciò che fa parte di te cosa potrebbe succedere.
Qualcuno parlava di "..il più grande potenziale che abbia mai visto".
Sempre quel qualcuno, poi, chiudeva sempre con ".....ma inespresso".
Ora togliamo il disturbo dal tuo cervello e speriamo che tu possa tornare su questo tuo sistema digitale di libera espressione e accorgerti di quello che ti abbiamo fatto scrivere.
In noi c'è la voglia di rimettere in moto l'abitudine della scrittura.
In noi c'è la necessità di prendere cervelli difettosi (appunto come il tuo) e osservarli al fine di vedere fin dove il difetto si diffonde, fin dove può essere, diciamo, corretto, magari eliminato.
"Tre, due uno..."
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