Come se tu non fossi tu (parlando a se stessi in seconda persona), ci sono poche cose di cui rammaricarti quando hai pedissequamente seguito la regola scritta da I pinguini Tattici Nucleari" che, senza manco farti fiatare dicono:
" Imparerò che è impossibile salvarsi, per chi passa una vita ad auto sabotarsi".
Ora ammettiamo (plurale maiestatis) che non c'è stato effettivamente un atto continuo in questo senso, è più una radicata e congenita difficoltà di non saper risolvere i sospesi, ma ad ogni modo (ad oggi) il traguardo non è lontano come anni fa ma non ancora raggiunto.
Però, ecco, un punto va comunque considerato, che quando crudeltà vuole essere crudele, sì, lei sa come farlo. A volte anche due volte, RI-girando il dito nella piaga (fresca-cottura media-non lo so).
In una sera piovosa dove un aperitivo doveva solo far inglobare dei pensieri pesanti dentro le bollicine, lei, crudeltà, ti propone il secondo atto di "hai dimenticato ciò che dovevi? Perchè i chilometri stanno per diminuire, ma anche se arriveranno a zero, le punte dei piedi non saranno rivolte al tuo naso. Capito?"
Inoltre, crudeltà, non è contenta, e la persona che dovrebbe solo farti fare due risate, senza saperlo ti chiede, ti chiede cose, cerca e vuole risposte, e tu diventi una mezza specie di stoccafisso che ringrazia (in quel momento) che il corpo umano è quasi del tutto simmetrico, due gambe, due orecchie, due emisferi, tali per cui (almeno nell'ultimo caso) puoi ascoltare e pensare a destra una cosa e a sinistra l'altra. Ma l'unione corticale ( non so se si dice così) ha in comune il fatto di scegliere una faccia di sabbia e un un balbettio dal ritmo (spero di no) sospetto.
Pensare ed ascoltare, ascoltare e pensare, essere costretti a lasciar entrare nelle orecchie tantissimi appellativi che mai avresti accostato al soggetto della conversazione, essere costretti ad usare una voce che viene dal centro esatto del petto non per coprire gli insulti ma per difendere la cosa più primordiale del mondo, i sentimenti che avevi, la visione delle cose che avevi.
Ma fa bene farlo? Fa bene farlo ad oltranza?
Mi chiedevo anche questo mentre la voce non faceva altro che ripetere "oh Dio, e adesso? E adesso, Dio, boh, Dio, no, Dio".
Forse gli sarà squillato il telefono ieri sera a Dio, ma sicuro c'ha altro da fare.
Ascoltare, e sperare, sperare che la conversazione giri altrove, meglio, finisca, per aprire altri argomenti. Che poi succede, ma una volta che il caffè è caduto sulla camicia, la macchia non si toglie subito (ecco), quindi "avoja a chiacchierà".
Uscendo e tornando a casa, la sola domanda che ti viene da farti è: "ma perchè a me?", seguito da "ma che cazzo avrò mai fatto di male?", seguito da "ma perchè io lo sapevo, e, alla fine ci so cascato con tutti i piedi?"
E poi insieme alla pioggia sono cadute anche le domande più esistenziali, quelle domande "rotteinculo", tipo: "ma perchè non so capace a cancellà ste cose in due ore? Perchè a cicli di 3-5 anni?" Ma che è ? "Ma che ho?" Ma chi sei?" "Ma che vuoi?".
La risposta è ovviamente: niente.
Colpa di "chiedi a Diego, lui ti può dire".
Colpa di crudeltà.
Colpa di incapacità.
Colpa di tutti e di nessuno. È semplicemente così. E nessuno può farci un cazzo di niente.
Quindi per quanto io sia tanto stupido (oltra ad una serie di altre cose) la faccenda sta così e non capisco perchè mi viene da scriverlo, però lo scrivo:
se tu leggi sta cosa (ancora)
e tu, hai capito chi sei
sappi che (pur capendone il fine)
il modo in cui stai entrando
ha fatto incazzare gente
la stessa gente che
troverai lì
e che non ha nelle orbite
le mie stesse pupille,
e, tu, come me
non sei capace a suscitare
simpatia
a primo impatto.
Addolcisciti, perchè se la grinta per l'amore ti ha riportato qui
è bellissimo
ma non tutti la capiscono
e si tengono solo il giramento di palle.
Quindi prova a sembrare simpatic.
Maledetto me che non so essere cattivo. Mai.
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