mercoledì 22 aprile 2009

L'errore.


Cover assolutamente inaspettata dei Red Hot Chili Peppers. 
Assolo del chitarrista John Frusciante che, senza improvvisare, tira fuori un falsetto inaspettato.
Succede però qualcosa di inatteso, infatti sbaglia, sottolinea l'errore, ma senza piangersi addosso riparte e finisce il pezzo. Seguono gli applausi.
Vedendo il tutto non sono stato maligno, l'ho solamente sentito molto più vicino a me. Sì. Ho pensato: anche un grandissimo professionista sbaglia, si incazza e riparte, fa la sua figura umana, se ne vergogna (anche se dall'espressione non sembra) e ritorna sullo spartito che tiene bene a mente.
Quando a sbagliare siamo noi, ci sentiamo sempre molto a disagio e pensiamo che quell'errore possa segnarci, magari che possa danneggiarci più del previsto, invece come il buon John insegna, quel marchio ci ricorda che la prossima volta, lì, non inciamperemo più. John insegna anche che, davanti ad un errore, è bene non fermarsi a guardarlo come fosse la sfigurata scena di un delitto, ma è meglio ripartire subito e cercare di fare meglio.
Al prossimo errore allora.

Per chi andasse di fretta l'errore è al sec 1:52 (ma vale veramente la pena ascoltare l'assolo).

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